Un’occasione speciale di completa sincronia

Sincronie non è solo il titolo della mostra delle mie opere che si è svolta prima a Palazzo Collicola a Spoleto e ora al Castello Carlo V di Lecce.

Là era un’allocuzione metaforica, riferita, alla “sincronia tra ideazione ed esecuzione, concretezza e astrazioni, occhi aperti e sogni notturni”, “tra vita reale e scivolamento nel processo iconografico”, come commentava Gianluca Marziani, curatore della mostra di Spoleto.

Qui, a Lecce, quel significato si amplifica e viene ad appartenere al reale.

Difatti tra le belle sincronie possibili in cui ci si imbatte nel corso della vita – e sono rare – quella che si materializza in questa occasione è per me qualcosa di assolutamente speciale.

L’inaugurazione della mostra coincide infatti con quella di un bel convegno, dal titolo “Il nostro corpo non è prodigio” e organizzato dalla psichiatra Caterina Renna, centrato sul tema dei disturbi dell’alimentazione: ambito di studio, ricerca e pratica clinica a me talmente caro, che vi ho dedicato trent’anni della mia vita professionale. (Vi prenderò parte partecipando alla Tavola Rotonda sul tema “DIFFERENZE DA RIPEN(S)ARE : sesso biologico, orientamento sessuale, immagine corporea).

E’ anche dal confronto con la sofferenza di chi soffre di malattie come l’anoressia e la bulimia (e soprattutto con quel cofattore causale che nasce dall’induzione da parte dei media di una mistificata cultura del corpo) che è scaturito lo stimolo che mi ha portato a usare l’arte visiva come espressione di denuncia della disinformazione.

Qui sono esposte 30 opere nelle quali la manipolazione tecnologica della realtà fotografica, attraverso un particolare processo a derivazione pittorica, fa sì che l’onestà dello scatto fotografico originale lasci il posto ad altre forme, ad altre suggestioni, ai suggerimenti sottili dell’emozione e dell’inconscio.